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Polietilene tereftalato
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Il mwbqpolietilene tereftalato o mwbgpolietilentereftalato (abbreviato mwbwPET, mwcaPETE, mwcqPETP o mwcgPET-P) è una mwcwresina termoplastica facente parte della famiglia dei mwdapoliesteri; più precisamente condivide col PBT la classificazione di mwdqpoliestere lineare o mwdgpolialchilene tereftalato (scritto anche mwdwpolialchilentereftalato) e rientra nei mweatecnopolimeri per la buona precisione dimensionale e la buona resistenza allo scorrimento / buon comportamento antifrizione cite-ref-1[1].

È molto stabile a temperatura ambiente e si decompone alla temperatura di 450 mwfg°C, con formazione di mwfwacido benzoico, mwgadiossido di carbonio, mwgqmonossido di carbonio, mwggacetaldeide e altri mwgwcomposti.cite-ref-2[2] A causa di questa stabilità, il PET è adatto al contatto con alimenti e trova larghissimo impiego come mwiacontenitore in plastica per liquidi e per cibi.

In funzione dei processi produttivi, il polietilene tereftalato può esistere in forma mwigamorfa (trasparente) o semi-cristallina (bianca e opaca). Ciò lo rende utile come fibra tessile con il nome commerciale Dacron.

Viene utilizzato anche per le sue proprietà elettriche, resistenza chimica, prestazioni alle alte temperature, autoestinguenza e rapidità di stampaggio.

Le altre sue denominazioni commerciali sono: Sustadur Pet, Zellamid 1400, Arnite, Tecapet, Impet e Rynite, Ertalyte, Hostaphan, Polystar, Melinex e Mylar films, e le fibre Diolen, Tergal, mwjqTerital, Terylene e Trevira.

Contents

Storia
Usi
Note

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Storia

Il polietilene tereftalato fu inventato nel 1941 da John Rex Whinfield e James Tennant Dickson, che ripresero le precedenti ricerche di mwkwWallace Carothers. Nel 1952 viene registrato il marchio Mylar. Il brevetto delle bottiglie in PET risale al mwla1973 e appartiene al chimico mwlqNathaniel Wyeth.cite-ref-3[3]

Produzione

Il polietilene tereftalato è da considerarsi un mwpabene indifferenziato, in quanto viene prodotto in enormi quantità. In particolare la produzione di PET è salita da 7,8 milioni di tonnellate nel 2001 a 12,3 milioni di tonnellate nel 2006.cite-ref-icis-4-0[4] La maggiore domanda di questo materiale si ha in mwqqCina, la quale nel 2006 generava il 55% della domanda globale di PET.cite-ref-icis-4-1[4]

La produzione del PET può avvenire attraverso uno dei seguenti processi:cite-ref-5[5]

• mwtqesterificazione tra mwtgacido tereftalico e mwtwglicole etilenico (con formazione di acqua), attivata termicamente (si opera a temperature comprese tra mwua230-250 °C e pressione di mwuq3 atm);
• mwuwtransesterificazione tra glicol etilenico e dimetil tereftalato (con formazione di mwvqmetanolo).

Entrambi i processi portano alla formazione di mwvwbis-2-idrossietiltereftalato, che è il mwwamonomero del polietilentereftalato.

Segue quindi la mwwgpolimerizzazione, che è una reazione di mwwwpolicondensazione dei monomeri (con formazione di glicol etilenico reimmesso nel processo), che viene mwxacatalizzata da triossido di diantimonio (Sbmwxg2Omwxw3), il quale può migrare e ritrovarsi nei prodotti finiti.

Da entrambe le reazioni di esterificazione e transesterificazione si può formare del diglicole etilenico, che può essere assorbito dal polimero e far abbassare le proprietà del polimero stesso a causa della sua mwygtermodegradabilità.

Produzione di copolimeri

Oltre alla forma omopolimera, è possibile la copolimerizzazione, ad esempio con alcoli bifunzionali di mwzqpeso molecolare superiore al glicol etilenico, o con mwzgisomeri dell'acido tereftalico. Si ottengono prodotti con diverse proprietà conseguenti a modifiche dellmwzw'mwaahabitus cristallino, utili in usi particolari del prodotto, per migliorare la termoformabilità o la stabilità dimensionale del polimero.

Usi

Oltre il 60% della produzione di polietilene tereftalato è destinato alla produzione di fibre e fiocchi, il 30% di mwewbottiglie. Esempi di altre applicazioni sono mwfafilm (ad esempio Mylar di mwfqDuPont), mwfgtubi, mwfwcontenitori, mwgaetichette, mwgqtimpani per strumenti a percussione, mwggpellicole per vetri. È utilizzato inoltre nel nuovo mwgwLHC del mwhaCERN come isolante tra i magneti (1,9 K) e l'ambiente esterno (293 K).

Uso alimentare

Nel campo dei contenitori alimentari il polietilene tereftalato viene utilizzato principalmente per costruire contenitori per bevande (66%) e per cibi (8%).cite-ref-icis-4-2[4]

Sicurezza alimentare

La compatibilità del PET al contatto con gli alimenti, così come di tutte le materie plastiche, è sancita dal Regolamento (UE) n. 10/2011 della Commissione del 14 gennaio 2011, che ha abrogato la precedente Direttiva 2002/72/CE della Commissione Europea e successive modifiche. Si continuano comunque a effettuare indagini per la verifica di eventuali nuovi rischi per la salute nei prodotti usati come contenitori per alimenti.cite-ref-6[6] La maggior parte delle bottiglie di plastica per l'acqua in commercio nei supermercati è in PET, mentre il tappo è solitamente in mwkqpolietilene (PE) che ha un valore economico superiore; per questo motivo, si sono diffuse raccolte di tappi per varie associazioni benefiche.cite-ref-7[7]

Dacron e Terylene

Il Dacron è un marchio registrato nel 1951 dalla mwmaDuPont,cite-ref-wired-8-0[8] negli mwnqStati Uniti d'America.cite-ref-9[9]

È stato realizzato dalla Dupont a partire dal Terylene, un marchio registrato in mwowGran Bretagna dalla mwpaImperial Chemical Industries, che lo produsse a partire dal mwpq1941.cite-ref-10[10]

Viene impiegato per realizzare indumenti, vele per imbarcazioni e corde.cite-ref-11[11] Viene inoltre utilizzato in chirurgia per costruire vasi sanguigni artificiali e per la formazione della parte superficiale di anelli protesici valvolari, che garantiscono l'epitelizzazione della valvola.cite-ref-12[12]

Preparazione del Dacron

La produzione del Dacron prevede quattro fasi principali: resinatura, fissaggio, calandratura e appretto. Nella resinatura il tessuto viene impregnato di una resina a base di mwtqformaldeide, in modo da plastificarlo. Successivamente viene riscaldato finché la trama non si ritrae del 10%; questo serve a rendere la trama più compatta. Per aumentare ulteriormente la compattezza, il tessuto viene fatto passare attraverso dei rulli riscaldati, che stabilizzano le tensioni. L'ultima fase, l'appretto, consiste nello spruzzare resine sintetiche epossidiche sul tessuto, per rendere migliore la finitura superficiale.

Nanodiamanti

I nanodiamanti si formano quando l'mwuaonda d'urto generata da un raggio mwuqlaser porta il PET a mwugtemperature di poco inferiori ai mwuw4700 °C e a mwvapressioni di 150 gigapascal.cite-ref-13[13]

Riciclo

Una volta raccolte, le varie forme di PET vengono mandate ai centri di mwyqriciclaggio dove vengono fatte passare attraverso delle macchine che convertono il materiale in forma di polvere. Questa polvere attraversa poi un processo di separazione e pulitura che rimuove tutte le particelle estranee come carta, metalli o altri materiali plastici.

Essendo stato ripulito, in accordo alle specificazioni del mercato, il PET recuperato viene venduto ai produttori che lo convertono in una varietà di prodotti come tappeti, cinturini e contenitori per usi non alimentari, con l'eccezione di contenitori per acque minerali e bevande analcoliche, con le modalità stabilite dal D.M. n. 113/2010 che consente l'impiego di polietilentereftalato (PET) riciclato nella produzione di bottiglie per uso alimentare (con un contenuto massimo del 50mwyw % sul totale) in deroga all'articolo 13 del D.M. 21 marzo 1973.

Da gennaio 2021, grazie alla Legge di Bilancio 2021 approvata il 31 dicembre 2019, viene meno l'obbligo di utilizzare almeno il 50% di plastica vergine, introdotto nel 2010.

È possibile pertanto, utilizzare PET riciclato al 100%.

Esistono, tuttavia, due processi di mwzwdepolimerizzazione (metanolisi e mw0qglicolisi), disponibili sul mercato, in grado di riportare la polvere di PET ripulita allo stato di mw0gmonomero o di materia prima originale. Questo materiale può essere purificato e successivamente riutilizzato per la produzione di PET a uso alimentare.

Lo smaltimento del polietilene tereftalato può essere effettuato in due modi: riciclaggio chimico e riciclaggio meccanico. Il mw1ariciclaggio chimico consiste nella depolimerizzazione della polvere del prodotto, precedentemente ricavata, che riporta il polietilene tereftalato alla materia grezza iniziale, cioè al PTA, acido purificato tereftalato, o al DMT, dimetilene tereftalato, e MEG, monoglicole etilenico. La depolimerizzazione può essere attuata attraverso glicolisi, idrolisi, o metanolisi. Tutti questi procedimenti sono vantaggiosi dal punto di vista economico solo per lo smaltimento di grandi quantità di poliestere. Il risultato è però soddisfacente, poiché restituisce un prodotto di ottima qualità e non deprezzato. Il mw1qriciclaggio meccanico, invece, è più conveniente per quantità minori e restituisce prodotti di minore qualità e quindi deprezzati. Esso consta di cinque principali passaggi: selezione, taglio, lavaggio, estrusione e confezionamento. Inizialmente i materiali sono caricati su un nastro trasportatore e selezionati per colore e tipo; una volta selezionati vengono ridotti in piccoli pezzi. Nel passaggio del lavaggio la plastica viene lavata per levare ogni impurità. Successivamente il materiale è scaldato ed estruso in granuli, infine messo in contenitori ed etichettato.

Nel 2016, un'équipe di scienziati giapponesi ha isolato un mw1wbatterio, mw2amw2qIdeonella sakaiensis, in grado di digerire la plastica mediante l'azione chimica di due mw2genzimi.cite-ref-yoshida2016-14-0[14]

Note

cite-note-11. mw5qmw5gProntuario delle materie plastiche, 3^ edizione, ed.Tecniche Nuove, 1990, autori Walter Hellerich, Gunther Harsch, Siegfried Haenle.
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Bibliografia

• citerefullmann-s(EN) Horst Köpnick, Manfred Schmidt, Polyesters, in Ullmann's Encyclopedia of Industrial Chemistry, 2000, DOI:10.1002/14356007.a21_227.

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itPolietilentereftalato, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefvocabolario-treccaniPolietilentereftalato, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) polyethylene terephthalate, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Polyethylene terephthalate, su Open Library, Internet Archive.
• mwaz4(EN) Polyethylene Terephthalate Polyester ( PET, PETP ) - Properties and Applications - Supplier Data by Goodfellow, su azom.com.
• mwaaa(EN) Etimologia del marchio "Dacron", su etymonline.com.
• mwaai(EN) The Safety of Polyethylene Terephthalate (PET) (PDF), su plasticsinfo.org. URL consultato il 22 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2012).